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Giuseppe Cederna

Genere: Performing Arts - Teatro, Poesia & Cabaret

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Progetti

IL VIAGGIATORE INCANTATO

Giuseppe Cederna, voce recitante

con

Alberto Capelli, chitarre e sitar

 

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Alberto Capelli ALKORD

UN' ALA DI RISERVA

Da un'idea di
Michele Lobaccaro
con
Giuseppe Cederna, voce recitante
e
Michele Lobaccaro, chitarra, voce, percussioni
Fabrizio Piepoli, voce, basso, percussioni, elettronica
Alessandro Pipino, piano, fisarmonica, percussioni, voce

"Un'ala di riserva" è probabilmente la poesia più conosciuta di Don Tonino Bello, un testo che, come altri suoi scritti, ha colpito l'animo di Michele Lobaccaro dei Radiodervish, fino a suggerirgli l'idea di dare vita ad un'opera che prenda il titolo proprio da questa stessa poesia.
Lo spettacolo è un percorso che si sviluppa sotto forma di messa laica attraverso i canti canonici della liturgia in latino e brani originali composti da Michele Lobaccaro , le letture emozionanti e struggenti di Giuseppe Cederna tratte da pagine di Don Tonino e proiezioni video.
Ne risulta un omaggio ispirato a Don Tonino Bello, vescovo di Molfetta impegnato in prima linea per la pace e la lotta ad ogni forma di emarginazione, e un progetto di teatro musicale che va a rinvigorire la produzione sacra della canzone popolare.
Infatti, la suggestione musicale è data dall'uso raffinato di sonorità mediterranee, etniche che incontrano i testi liturgici in latino e le canzoni in italiano ispirate agli scritti più poetici di Don Tonino Bello.
La riflessione portante dello spettacolo, invece, è un'indicazione dello stresso vescovo di Molfetta: la messa dovrebbe metterci in crisi ogni volta e che ci dovrebbe scaraventare fuori, allontanarci dalla ripetizione del già visto per orientarci verso l'inedito. Perché, come scriveva don Tonino: "la pace è finita, andate a messa; perché se vai a messa è finita la tua pace".
Tra le composizioni originali di Michele Lobaccaro, emergono "Auguri scomodi" , composta assieme al rapper Caparezza e ispirata ad un discorso di Don Tonino Bello in occasione delle celebrazioni del Natale, e "Donna di frontiera", salmo rivolto non solo alla forza e dolcezza di Maria ma a quella di ogni madre-coraggio pronta a superare ogni confine per il proprio bambino.
Un'Ala di Riserva è una pubblicazione in libro con CD (La Meridiana, 2011) e ha debuttato come spettacolo teatrale per l'edizione 2011 del Festival della Letteratura di Mantova.

DURATA: 80'

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RESISTENZA: LA BANDA TOM E ALTRE STORIE PARTIGIANE

 

RESISTENZA: la BANDA TOM e altre STORIE PARTIGIANE

concerto e lettura scenica tra Storia e Memoria


Recital di canzoni e spettacolo teatrale di lettura scenica dedicato alla Resistenza e alla Liberazione (disponibile in due versioni - con e senza ospiti - ed eventualmente in versione speciale per le scuole).

Immagini d'epoca e artistici video-clip (opera di Ivano A. Antonazzo), canzoni tradizionali come Festa D'Aprile, Dalle Belle Città, The Partisan, Bella Ciao (ecco questa versione particolare al link: http://www.youtube.com/watch?v=BeSKMY6N2_0 ) e brani originali sul tema (contenuti in un cd e dvd dal titolo "Resistenza"), ospiti che si alternano sul palco (di volta in volta Fabrizio Pagella, Luca Olivieri, The Gang, Giuseppe Cederna, Paolo Bonfanti e altri ancora), letture tratte da opere di Beppe Fenoglio, Wu Ming, Primo Levi e testimonianze di chi ha vissuto quegli anni di "lotta e speranza" per un viaggio emozionante nella nostra memoria e nella nostra storia.

YOYO MUNDI

QUEL GRAN PEZZO DELL'ITALIA. CRONACHE DI UN PAESE PROVVISORIO

"Quel gran pezzo dell'Italia" cronache di un paese provvisorio

di Edmondo Berselli
Adattamento a cura di Marzia Barbieri Berselli e Andrea Quartarone
con
Giuseppe Cederna, narratore
Chester Harlan, chitarra

Reading con musica dal vivo
Durata: 60 minuti

"Quel gran pezzo dell'Italia" è uno spettacolo tratto dalle opere di Edmondo Berselli. Da "Il più mancino dei tiri" a "Quel gran pezzo dell'Emilia" all'"Economia giusta", tutti gli scritti di Edmondo concorrono in vario modo e misura a comporne il testo. L'intento è quello di raccontare l'Italia, dal secondo dopoguerra a oggi o, per dirla alla Berselli, dalla modernizzazione ai post-italiani.

 

"Io sostengo che la memoria è l'unica cosa che conta nella vita. L'unica. Memoria nel senso di vita partecipata e vissuta, sentimento di un passato condiviso. Ma anche sforzo mnemonico, gioco di società, ricostruzione individuale e collettiva di nomi, di avvenimenti, di date. Anche di canzoni. Memoria, anche come massimo criterio organizzativo che sia possibile - e pure consigliabile - applicare in questa valle di lacrime."

 

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L'ULTIMA ESTATE DELL'EUROPA

L'Ultima Estate dell'Europa

dedicato al Centenario della Grande Guerra
A cura di Augusto Golin e Giuseppe Cederna

con
Giuseppe Cederna

Musiche dal vivo di
Alberto Capelli, chitarre
Mauro Manzoni, flauti e sassofoni

Luci a cura di Giuseppe La Torre
Costumi a cura di Alexandra Toesca
Scenografia a cura di Rosanna Monti

Durata: 80 minuti

 

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Alberto Capelli ALKORD

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Novità 2014/2015

L'ULTIMA ESTATE DELL'EUROPA

di Giuseppe Cederna e Augusto Golin
Regia di Ruggero Cara

con
Giuseppe Cederna

Musiche originali eseguite dal vivo di
Alberto Capelli, chitarre e percussioni
Mauro Manzoni, flauti e sassofoni

Durata: 80 minuti

"Ma il vecchio non volle saperne e trucidò il figlio e metà del seme d'Europa, uno per uno."

Sarajevo 28 giugno 1914. Sono le dieci del mattino di una splendida domenica di Giugno. Fra quarantacinque minuti due colpi di pistola sconvolgeranno il mondo. In poco più di un mese Austria, Serbia, Russia, Germania, Francia e Inghilterra si dichiarano guerra. Poi sarà la volta del Giappone e degli Stati uniti. E l'Italia? L'Italia comincia a pensarci. Ma in realtà ci sta già pensando da molto tempo.

Un tumulo informe di sacchi e legni anneriti dal fuoco- che diventerà fiume, trincea, montagna, cimitero- è la zattera a cui si aggrappa il protagonista dello spettacolo, un naufrago della Grande Guerra. Un sopravvissuto. Posseduto dall'implacabile progressione della memoria e incalzato dai temi musicali dei luoghi e dei personaggi, Giuseppe Cederna dà voce e corpo a quell'umanità di vittime e di carnefici che trasformarono l'Europa in un immenso mattatoio. Dai Futuristi ai Generali, dai fanti mandati a morire sul Carso e sull'Isonzo ai loro compagni di naufragio, quegli spettri usciti dalle trincee austriache, fino agli scrittori e ai poeti le cui parole, ancora oggi, ci illuminano e ci commuovono: Owen, Stuparich, Gadda, Ungaretti, Trilussa, Rumiz. Dall'esaltazione alla consapevolezza. Dalle "radiose giornate di Maggio" alla notte di Caporetto.

«La guerra è molto più vicina di quello che pensiamo - commenta Giuseppe Cederna - la guerra dorme dentro di noi. Per questo, raccontarne gli orrori ma anche il desiderio e la capacità di riscatto, è doloroso e necessario. Con la pietà della memoria e la miracolosa potenza delle storie, l'uomo riesce a ribellarsi all'umiliazione del corpo e dell'anima. Anche nell'orrore, talvolta, riusciamo a trovare la nostra umanità e dignità più profonde.»

BIOGRAFIA

GIUSEPPE CEDERNA debutta nel 1977 a Piazza Navona come clown di strada. Nel ’78 fonda con Memo Dini la compagnia Anfeclown  dove si metterà in luce per una comicità surreale e principalmente fisica. Conclusa la vena autarchica, in teatro lo ricordiamo nel Sogno di una notte d’estate del Teatro dell’Elfo, regia di Gabriele Salvatores; in “Amadeus” di P. Shaffer a fianco di Umberto Orsini regia di Mario Missiroli; ne “Il giardino dei ciliegi” di A. Cechov regia di Gabriele Lavia; in “Puntila e il suo servo Matti” di B. Brecht regia di Pino Micol; ne “La Febbre” di W. Shawn regia di Giorgio Gallione; ne “Il grande viaggio” di Giuseppe Cederna e Francesco Niccolini. Al suo impegno teatrale alterna, dagli esordi, un’interessante attività cinematografica. Premio oscar con il film “Mediterraneo” di G. Salvatores nel 1991 nel cinema ha lavorato, tra gli altri, con Scola, Bellocchio, Comencini, Monicelli, i fratelli Taviani, Soldini, Brizzi e Rob Marshall. Ha pubblicato con Feltrinelli “Il Grande Viaggio”, un pellegrinaggio alle sorgenti del Gange; “Piano Americano”, lezioni di sopravvivenza nella giungla dorata di un set Hollywoodiano e, con il fotografo Carlo Cerchioli, “Ticino, le voci del Fiume - Excelsior 1881”.


IL VIAGGIATORE INCANTATO

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Dalle sorgenti del Gange alle montagne della Valtellina. Il fuoco dei bivacchi sotto le stelle e le poesie. Le parole giuste che illuminano la strada e riscaldano il cuore. La poesia è leggera, occupa poco spazio, si può piegare, infilare in tasca e recitare sulla strada camminando. La lingua della poesia è universale. La poesia unisce i viaggiatori, alleggerisce il cammino e riscalda il vento freddo dell'alba. Tom Waits, Bob Dylan, Constantino Kavafis, Wislawa Szimborska, Raymond Carver, Pier Paolo Pasolini, Rainer Maria Rilke, Nazim Hikmet, Ezra Pound, Pablo Neruda, Tiziano Terzani... lo stupore, la tenerezza, il dolore e la gioia di stare nel mondo.

E' solo un caso o c'è un Dio che si diverte a darci lezioni di danza in giro per il mondo?

Anche un viaggio nasce, cresce, invecchia e poi muore. Ma appena nato è già grande. Capace di usare la testa, di farci e disfarci a suo piacimento.