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RUGGERO CARA

Genere: Performing Arts - Teatro, Poesia & Cabaret

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Progetti

KADDISH PER IL BAMBINO NON NATO

KADDISH PER IL BAMBINO NON NATO
di Imre Kertesz
con
RUGGERO CARA

Regia: Ruggero Cara e Vincenzo Todesco
Luci: Maurizio Viani
Scene e Costumi: Rosanna Monti
Assistente alla regia: Elisabeth Boeke.
Traduzione dall' ungherese: Mariarosaria Sciglitano
Consulenza drammaturgia: Vincenzo Todesco

E' per il bambino che non ha voluto far nascere che Imre Kertesz pronuncia qui il Kaddish - la preghiera per i morti della religione ebraica. Di una densità e veemenza non comuni, questo monologo interiore è il racconto di un'esistenza confiscata dal ricordo della tragedia concentrazionaria.
Proferita dal fondo della più estrema sofferenza e sul filo di un terribile e ubriacante umorismo, la magnifica orazione funebre afferma l'impossibilità di assumere il dono della vita in un mondo definitivamente traumatizzato dall'Olocausto. Ciò che piange il narratore, non è solo " il bambino non nato": è l'umanità tutta intera.

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RELAZIONE ALL'ACCADEMIA

RELAZIONE ALL'ACCADEMIA
di Franz Kafka
con RUGGERO CARA

Regia: Ruggero Cara
Traduzione dal tedesco: Elisabeth Boeke

La Relazione all'Accademia, è una parabola umoristica sullo scontro tra le ragioni della Civiltà e le ragioni della Natura.

Un conflitto che accompagna l'uomo fin dalla preistoria della sua evoluzione e che probabilmente lo accompagnerà fino all'estinzione della specie. L'incivilimento appare alla ex scimmia di Kafka un percorso obbligato, l'unica via d'uscita, in mancanza di soluzioni migliori.
La Libertà, intesa come esclusivo patrimonio dell'inconsapevolezza animale le appare come un bene irrimediabilmente perduto, fonte, tra l'altro, di ingannevoli utopie tra gli uomini, inutile da perseguire. Praticare la via d'uscita, significa perciò avventurarsi consapevolmente in una dimensione di rinuncia a confusi valori assoluti, come la Libertà, in cambio di una serie di modesti ma concreti valori materiali.

Ne vale la pena? L'ex scimmia non desidera fornire giudizi in merito, tantomeno desidera d'essere giudicata per le sue scelte, dice di volere solo diffondere delle cognizioni: "Io riferisco soltanto".

Una ghiotta occasione per entrare nel mondo di Kafka tramite uno dei suoi gioielli di umorismo e leggerezza. Dove l'umorismo è dato dalla magica fusione del tragico e del comico e la leggerezza è la straordinaria sintesi tra profondità e superficie.
Diceva Nietzsche che l'uomo, ossia l'animale più infelice e malinconico, è in tutta evidenza anche l'animale più allegro. Soffre così profondamente che ha dovuto inventare il riso.

 

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Dopo aver studiato presso la Scuola d'arte drammatica Paolo Grassi del Piccolo Teatro di Milano, nel 1971 fonda assieme ad altri il Teatro del Sole, dove è attivo per 5 anni. Successivamente, opera con la Cooperativa Maiakovskij (Mistero buffo). In teatro lavora tra gli altri con Walter Chiari ed Angela Finocchiaro.
Nel 1988 debutta in televisione nella miniserie televisiva Colletti bianchi, mentre l'esordio nel cinema è del 1995 con Favola contaminata di Claudio Pappalardo. Negli anni 2000 si accosta alla regia teatrale dirigendo Shel Shapiro nello spettacolo Sarà una bella società e Marco Travaglio.
Nel 2010 lavora con Moni Ovadia ne Il mercante di Venezia, interpretando Shylock. Nel 2011 collabora con il giudice Gherardo Colombo nello spettacolo Processo a Cavour, scritto da Corrado Augias e Giorgio Ruffolo, in cui interpreta il protagonista, Camillo Benso conte di Cavour. Seguono altri film tra cui Il nostro matrimonio è in crisi e nel 2009 recita nel film TV Non smettere di sognare, nella parte di Luigi, patrigno di Alessandra Mastronardi. Nel 2012 recita in To Rome with Love.
Nel 2013 ha vinto il Premio Agis 2013 per il ruolo di Winston Churchill nello spettacolo teatrale Il discorso del Re; sempre nello stesso anno ha diretto Angela Finocchiaro nella commedia Open Day, scritta da Walter Fontana.

Nel 2015 firma la regia dello spettacolo di Giuseppe Cederna "L'Ultima estate dell'Europa" e nel 2017 "MOZART il sogno di un clown"

 

BIOGRAFIA ESTESA


Nel 69, dopo la maturità classica e durante l’Università, frequenta la Scuola d’Arte Drammatica del Piccolo Teatro diretta da L. Ferrante.

Nel ’71 è tra i fondatori, con Iva e Carlo Formigoni, Antonio Attisani ed altri del TEATRO DEL SOLE, nato tra Milano e Torino, singolare esperienza di intensa ricerca teatrale nelle scuole inferiori e superiori sulle tracce metodologiche del teatro-gioco di Levi Moreno e la lezione brechtiana. Spettacoli di grande successo internazionale tra cui LA CITTA’ DEGLI ANIMALI, per bambini (su canovaccio di drammaturgia infantile) e LA VERA VITA DI JAKOB GEHERDA, per adulti (inedito di B. Brecht) ospiti dei maggiori festival europei a rappresentare il nuovo teatro italiano. (Tre anni consecutivi al Festival di Nancy di J. Lange e di Villach in Austria). Sarà inoltre fucina di diversi importanti attori e operatori milanesi. Seminari su B. Brecht con Benno Besson del Berliner Ensemble.

Nel ’76 è a Roma con la Cooperativa Majakovskij tra i protagonisti nel MISTERO BUFFO di Majakovskij.

Lungo seminario, tra Milano e Parigi tenuto da Mario Gonzalez e Phippe Hottier del THEATRE DU SOLEIL della Mnouschkine.

Nel 77 intensa collaborazione con il TEATRO DELL’ELFO di Milano con gli spettacoli SATYRICON da Petronio Arbitro, *VOLPONE di Ben Johnson (come Voltore) e *DRACULA da Bram Stoker nel ruolo protagonista di Van Helsing.

Nell’80 è protagonista del monologo PERELA’ UOMO DI FUMO da Palazzeschi con le animazioni del Teatro delle Briciole, regia di Gigi dall’Aglio del Teatro Due di Parma.

Nell’81 fonda una compagnia da cui nascono due farse di Slawomir Mrozek: IN ALTO MARE e STRIP-TEASE, che dirige e interpreta.

Torna quindi all’ ELFO per interpretare, con grande successo, il ruolo comico protagonista del musical *HELLZAPOPPIN’, regia di Salvatores.

Nell’82/83 è scelto insieme ad altri 14 attori italiani dalla GAUMONT, con borsa di studio, per un corso intensivo di 5 mesi tenuto da Dominic De Fazio dell’Actor’s Studio di Los Angeles.  Inizia un intenso sodalizio artistico con Angela Finocchiaro e un giovane drammaturgo: Giancarlo Cabella.  Andrà consolidando sempre di più la ricerca di una drammaturgia contemporanea e italiana.

Con l’Ater Emilia Romagna, dopo un testo contemporaneo americano *GABBIE di L.J. Carlino e la regia di De Fazio interpreta e dirige MIAMI? di Cabella con la Finocchiaro per Milano D’Estate, quindi interpreta l’one man show *OLOGOS portato con successo in tutta Italia, scritto per lui dal Cabella.

Dirige *LA STANZA DEI FIORI DI CHINA sempre del Cabella interpretato dalla Finocchiaro e infine con gli stessi interpreta e dirige ZOE, scene di Lele Luzzati.

Sempre con L’Ater ha luogo il singolare ed interessante incontro con Walter Chiari con cui è uno dei protagonisti del dramma di Wesker GLI AMICI per la regia di F. Però nell’84. Nell’87 è quindi coprotagonista con Chiari della commedia a due personaggi* SIX HEURES AU PLUS TARD o COLPO GROSSO di Marc Perrier (premio Moliere), Teatro Stabile di Torino. In tournée in tutta Italia.

Nell’88 è uno dei protagonisti con S. Fantoni di PURCHE’ TUTTO RESTI IN FAMIGLIA di A. Ayckbourn a cura della Contemporanea 83, regia di F. Però.

Nel 91 comincia la collaborazione con il Teatro Franco Parenti con gli spettacoli: I CAVALIERI DI RE ARTU’ e PETER PAN (adattato da Luca Fontana ) nel ruolo di Capitan Uncino, entrambi con la regia di A. Shammah.  Nello stesso teatro allestisce e interpreta *UNA RELAZIONE ALL’ACCADEMIA di Kafka, presentato con molto successo anche in un’Aula dell’Università Statale di Milano.

Nel 92/93 è scelto da Jerome Savary per *LA DODICESIMA NOTTE per il teatro romano di Verona nel ruolo di sir Toby Belch con O. Piccolo e R. De Carmine, grande successo della stagione, collaborerà quindi a Parigi alla ripresa francese dello spettacolo.

E’ poi uno dei protagonisti della versione teatrale di TRE UOMINI E UNA CULLA di C. Serrault accanto a Corrado Tedeschi per la Versiliana.

Nel 94 cura la regia della *MISTERIOSA SCOMPARSA DI W, una delle prime commedie teatrali di Stefano Benni per la Finocchiaro. Nello stesso anno interpreta come coprotagonista i tre atti unici LEI accanto a M. Massironi, scritti da L. Grimaldi, G. Manfredi e Gino e Michele al Teatro Litta di Milano. Nel 95 è uno dei tre protagonisti con G. Cederna della commedia COCCODRILLI scritta e diretta da G. Gallione a Genova.

 

Per il Festival Estivo di Santarcangelo è scelto da Leo De Berardinis insieme ad altri attori/registi come Paolini, Balliani, Renzi ed altri per un PROGETTO BECKETT, intenso laboratorio con la collaborazione di Colomba.

Nel 96 inizia la collaborazione con Nanni Garella e l’ARENA DEL SOLE di Bologna con: *ARLECCHINO SERVITORE DI DUE PADRONI (nel ruolo di Brighella) ripreso dalla RAI e *WOYZECK (nel ruolo del Capitano) con la compagnia inglese di danza ed handicap CanDo.Co.

Nel 97 mette in scena all’Arena la commedia I CANI DI GERUSALEMME di Luigi Malerba e Fabio Carpi interpretandola con Ivano Marescotti.

Nel 98 è Ortensio nella BISBETICA DOMATA di Shakespeare accanto ad E. Pozzi e M. Placido per il Teatro Romano di Verona, regia di G. Dall’Aglio.

Nel 99 si sposta a Ginevra per interpretare Master Ford (Maitre Gay) ne *LES JOYEUSES COMMERES DE WINDSOR di Shakespeare per la regia di V. Rossier (in lingua francese).   

Per le Orestiadi di Gibellina interpreta A LAS BARICADAS, di Fulvio Abate regia di F.Però. E’ quindi Claudius in GAMBLET, testo e regia di A. Bianco e V. Liberti per Egum Teatro alla Biennale di Venezia.

E’ quindi scelto da Silviu Purcarete a Limoges come uno dei protagonisti in un cast internazionale per un grande allestimento di DE SADE, A SAD STORY di J. McCaw. Coproduzione italo-francese in tournèe in Europa (in lingua francese).

Firma la regia della commedia francese ANDRE’ LE MAGNIFIQUE (5 premi Moliere per una scrittura collettiva) con M. Massironi come protagonista. Interpreta Orlando in COME VI PIACE di Shakespeare per il Teatro Due di Parma e la regia di G. Dall’Aglio.

Nel 2000 inizia una proficua collaborazione sia attoriale che drammaturgica con G. Barberio Corsetti con gli spettacoli IL GRAAL ( nel ruolo narrante di Merlino) con la consulenza drammaturgica di E. Albinati per il Teatro Stabile di Roma; IL PROCESSO DI F. KAFKA in tournée in Francia e Germania; WOYZECK ( nel ruolo del Capitano e altri ruoli) per la Biennale di Venezia; infine LE METAMORFOSI da Ovidio ( nel ruolo narrante di Dioniso/Bacco) in coproduzione francese col gruppo Colporteur in un’interessante commistione tra teatro e circo per la Biennale di Venezia e lo Stabile di Roma.

 

Nel 2003 è in tournée con grande successo per la Francia con LE METAMORFOSI. Sempre con Barberio Corsetti partecipa per l’Università di Bologna ad una conferenza/lettura di testi letterari di S. Beckett raggruppati sotto il titolo: L’ESAUSTO in funzione di un futuro spettacolo poi impedito dagli eredi.

 

Parallelamente interpreta Rosencranz nell’ AMLETO di Shakespeare nel meraviglioso contesto del Teatro Farnese di Parma, regia di W. Le Moli ed è quindi coprotagonista con E. Pozzi di LA SIGNORINA DALLA SCARPE STRETTE di V. Franceschi, regia dello stesso Le Moli.

Per il Festival del Teatro Greco a Siracusa recita in ELETTRA (nel ruolo del messo) e in ORESTE (nel ruolo tragicomico dello schiavo troiano) di Euripide, regia di Maccarinelli.

Nel 2004 interpreta il padre di Goethe in VOCAZIONE/SET. WILHELM MEISTER di Goethe per il Teatro Stabile di Torino con ripresa RAI, regia di G. Vacis.

Comincia quindi a concentrarsi sul tema della MEMORIA diversamente coniugato ma sempre con la centralità del teatro.

Al Regio di Torino è con C. Cecchi la voce recitante de LA TRADIZIONE ORALE opera di Mauricio Kagel con il Divertimento Ensemble diretto da S. Gorli su testi di Balestrini.

Nel 2005 mette in scena e interpreta *IL FETICISTA di M. Tournier (già censurato dalla TV francese) sul tema della pietas per gli ultimi.

E’ quindi di nuovo a Ginevra alla Comedie tra i protagonisti di *ALLERS-RETOURS di von Horvath per la regia di V. Rossier sul tema della nascita del nazismo.

In occasione dell’anniversario dei martiri di Reggio Emilia partecipa alla scrittura e interpreta IL BAMBINO DEL 7 LUGLIO.

Nel 2005/2006 è chiamato da D. Pitoiset al TNBA di Bordeaux per interpretare il ruolo di Trinculo  ne LA TEMPESTA di W. Shakespeare con un cast internazionale. Grande successo in Francia fino al 2007 e a Parigi dove resterà all’ODEON per ben 55 repliche.

Nell’estate del 2006 per il Mittelfest scrive la riduzione, interpreta e dirige *KADDISH PER IL BAMBINO NON NATO di Imre Kertesz (premio Nobel 2002) testo rivelazione del festival.

Sempre sul tema della Memoria inizia una proficua collaborazione con diversi giornalisti mettendo in scena:

PROMEMORIA di e con Marco Travaglio con musiche originali di A. Corvino suonate in scena.

SARA’ UNA BELLA SOCIETA’ spettacolo musicale con Shel Shapiro e una rock band su testo di Edmondo Berselli, ripreso dalla RAI;

GIORDANO BRUNO O LE FIAMME E LA RAGIONE di e con Corrado Augias;

MATTEO RICCI: UN GESUITA ALLA CORTE DEI MING di Michela Fontana che interpreta con le musiche originali di A. Corvino per il Festival della Scienza di Genova e la Fondazione Cini di Venezia;

PROCESSO A CAVOUR di Augias e Ruffolo che interpreta con un’attrice/cantante e Gherardo Colombo nel ruolo dell’accusatore.

 

Nel 2008 interpreta al Teatro F. Parenti il monologo ANGELO DELLA GRAVITA’ di M. Sgorbani in una rassegna di nuova drammaturgia italiana.

Al Mittelfest 09 è protagonista con Isabelle Huppert e Ovadia di NATURA MORTA PER I DIRITTI grande installazione nelle cave di Cividale ideata e diretta da R. Andò.

 

Nel 2009/10 è Antonio in SHYLOCK IL MERCANTE DI VENEZIA IN PROVA con il teatro orchestra di Moni Ovadia, regia di R. Andò.

Con lo stesso regista al Festival di Spoleto è uno dei protagonisti di IL TREDICESIMO PUNTO di C. Perroni, ispirato alla figura di Nilde Iotti.

Nel 2011 è uno dei comici di A MIDSUMMERNIGHTS DREAM di Mendelssohn alla Fenice di Venezia, regia di W. Le Moli.

Torna quindi alla regia con OPEN DAY di Walter Fontana con Angela FINOCCHIARO e Michele DI MAURO ospite anche del Piccolo Teatro di Milano.

Nel 2013/14/15 interpreta Churchill ne IL DISCORSO DEL RE di D. Seidler per la regia di L.Barbareschi, per quel ruolo ottiene il premio Agis come miglior attore non protagonista.

Continua come regista la ricerca sulla memoria coniugata al linguaggio poetico e musicale con L’ULTIMA ESTATE DELL’EUROPA di e con G. Cederna, su una guerra voluta dai poeti con musiche originali suonate dal vivo e nel 2017 MOZART, IL SOGNO DI UN CLOWN di e con Cederna e al piano il maestro S. D’Onofrio sulle seduzioni della biografia di Hildesheimer.

Come attività didattica allestisce sempre all’insegna dell’essenzialità del gioco teatrale e sul lavoro d’improvvisazione: AS YOU LIKE IT e TROILO E CRESSIDA alla Scuola Paolo Grassi di Milano.

 

 

 

 

 

 

CORIANDOLI DI RASSEGNA STAMPA

*DRACULA. L.Lunari (Avanti) ... R. Cara è il migliore, un ottimo caratterista che ottiene un trionfo personale. B. Camisani (La Stampa) ...ma il vero “mattatore” è R.C. che impartisce il ritmo a tutta la compagnia… Tino Dalla Valle (Resto del Carlino):..e poi R.C. il vero protagonista…

 

*HELLZAPOPPIN (Europeo)...R.C. il protagonista, è un vero talento di funambolismo. Ha la grinta e la tenerezza, il vigore e il piacere dello sberleffo…T.Chiaretti (Repubblica)..tra gli attori dovremo citarne non tre, non due ma solo uno per tutti: l’eccellente R.C. che ci ha restituito un personaggio che, pur inventatissimo, ineffabilmente prevedibile, è riuscito per suo talento “extrapoppin”, a farci ridere di futilissimo piacere…comicità quasi lunare...R.De Monticelli (Corriere della Sera)...gli exploit comici di R.C., che si fa applaudire con effetti gustosissimi e mette nello spettacolo una nota precisa di professionalità…

*GABBIE: U.Ronfani (Il Giorno):..ed è qui, R.C. a confermarci in pieno le sue qualità di attore comico..con esiti di raffinato, intelligente umorismo e calibratissima verve… U.Volli(Repubblica)…i due attori sono i migliori talenti della nouvelle vague milanese..R.C. costruisce con grande efficacia il suo personaggio...M.G.Gregori (L’Unita’)…è qui una recitazione tutta emozionale eppure sorvegliatissima dei due attori, che hanno avuto il coraggio di allontanarsi dal genere teatrale più pagante, il comico..

OLOGOS U.Ronfani (Il Giorno)...un ottimo attore, uno e trino...ha una carica di comicità capace di surreali finezze...M.Sculatti (L’Unita’)…protagonista solo, mattatore R.C., attor comico versatile e dotato di risvolti sinistri, grotteschi e surreali..R.Palazzi (Corriere della Sera)…questo spettacolo di cui firma anche la regia costituisce forse la sua prova più matura...

*LA STANZA DEI FIORI DI CHINA (Corriere della Sera):…belle le scelte eleganti della regia…curatissima la regia…ottima la regia di R.C. che colloca l’eroina in uno spazio sconfortante da esiliata…

*ZOE: U.Volli (Repubblica)…la regia è molto ben registrata sul piano dei tempi e del fraseggio. M.G.Gregori (Unità)…R.C. appare un guizzante superuomo al contrario con una abilità mimica che accentua il tratto metaforico del personaggio...

*ARLECCHINO SERVITORE DI DUE PADRONI: G.Raboni (Corriere della sera) ...da segnalare le buone prove delle due maschere principali, Pantalone e il Brighella di R.C…S.Colomba (Resto del Carlino )…  ottimo il Brighella saporoso di R.C.

*WOJZECK: F.Quadri (Repubblica)…ineccepibile il Capitano di R.C….

*LA SCOMPARSA DI W: M.Poli (Corriere della Sera) ...un regista intelligente che ha steso con creatività una rete protettiva per l’attrice, puntellando la sua fatica di invenzioni e pennellandola con luci raffinate a creare atmosfere magiche…F.Quadri(Repubblica)…l’attrice deve molto ad un regista-allenatore del calibro di R.C….

*DODICESIMA NOTTE: U.Ronfani (Giorno)…R.C. fa di sir Toby, con grande estro, un degradato Falstaff: complimento non piccolo…L.Archibugi (Indipendente)...sir Toby Belch è lo straripante e godibilissimo R.C…

*SIX HEURES AU PLUS TARD: M.G.Gregori (Unita’)...a confronto due attori come Chiari e Cara provenienti da scuole , esperienze diverse ma che sul palcoscenico mostrano di compenetrarsi…G.Geron (Giornale)…e l’altrettanta carica umana con cui R.C. fa toccante il ritratto del personaggio…G.Raboni..coadiuvato con umanità da R.C. che ha anche il merito di non lasciarsi spiazzare dalla improvvisazioni di Walter…

*LES JOYEUSES COMMERES DE WINDSOR: (Tribune de Genève)…R.C. est un mari fou de jalousie dans la plus pure tradition de la commedia dell’arte, excellent

*ALLERS-RETOURS : (Le Temps)….le douanier R.C., formidable en ventre mou, manière Jacques Villeret…24HEURES. (CH)…irresistible, l’italien R.C., en douanier lunaire et bourré…

* RELAZIONE ALL’ACCADEMIA :  (La Repubblica- Rodolfo di Giammarco)… striminzito di taglia, un po’ adiposo, assorto nella mimica, bonario negli occhi, logorroico ma a volte anche afasico e stentato nella pronuncia, comicissimo ma con un’intima tragedia, il nostro attuale derivato dalla scimmia è un signore goffo che tende all’umorismo volontario o involontario che sia…

(Corriere della Sera- Magda Poli)…“ Ruggero Cara, con molta misura, riesce efficacemente a rendere il misto di comicità e di tragicità del personaggio kafkiano…Relazione all’Accademia è uno spettacolo piacevolissimo e convincente che riesce compiutamente a restituire la fascinazione teatrale del racconto letterario…”

(La Stampa - Osvaldo Guerrieri)…“ Relazione all’Accademia è uno dei racconti più immediatamente godibili di Kafka…una ex scimmia racconta come e perché si è trasformata in un uomo…E’ bravissimo Ruggero Cara a procedere per tocchi rapidi, senza sottolineare troppo, infilandosi con leggerezza nel dramma di una metamorfosi impossibile. Una prova magnifica e molto applaudita…” 

(Il Piccolo - Roberto Canziani)….che scandalo e che curiosità! Una bestia che parla e col distacco dell’acquisita saggezza rievoca la sua “umana “ evoluzione…Ruggero Cara, fra istinti animali e sensibilità, dipinge la scimmia oratore con una lucida malinconia. Quella dei saggi.

(Gazzetta del Mezzogiorno) …Cara è attore capace di reinventare concretezza scenica al personaggio… geniale prova d’attore per cinquanta minuti intelligenti su testo ammirevole.”

(La Gazzetta di Parma - Valeria Ottolenghi) …Ruggero Cara è straordinario nel lasciar trapelare nei gesti, nello sguardo a tratti lucido e poi smarrito, la profondissima nostalgia del suo personaggio…Il pubblico affascinato dal racconto kafkiano e dall’intelligente equilibrio interpretativo dell’attore ha applaudito a lungo e con sincero entusiasmo…

 

*IL FETICISTA 

(La Repubblica - Rodolfo di Giammarco)sono piene di un malinconico humour, le tirate di questo bravo e anomalo attore… che ci blandisce con maniacalità e senso sereno della futilità.

(Il Tempo - Simona Buonamano)…R. C. è molto bravo nell’interpretare l’alternanza tra l’entusiasmo e la prostrazione. Un intelligente tragedia umoristica, che fa pensare a Pirandello.

(Corriere del Mezzogiorno-Stefano de Stefano) …L’impatto con le qualità affabulatorie del protagonista, Ruggero Cara, rapisce lo spettatore col tempo, conducendolo da un avvio apparentemente sarcastico ad un finale dai tratti intensamente drammatici.

(Il Mattino - Fiore)…Dunque R.C. sottolinea come meglio non si potrebbe quello ch’è il tema profondo del testo…e un simile sistema di paradossi surreali e iperboli corrosive, venato di un umorismo altrettanto allusivo, trova in R. C. un interprete ideale, e per l’aspetto fisico, da florido conferenziere, e per la sapiente duttilità espressiva. Da vedere. (Corriera della Sera - Magda Poli) ...R.C. snocciola il monologo con un ritmo che cresce di intensità con il dipanarsi del racconto, senza mai rinunciare alla carezza dell’ironia.

(La Repubblica – Franco Quadri)Ruggero Cara un feticista magnifico “Il Feticista” di Tournier comincia, o quasi, citando “Le Mutande” di Sternheim, una commedia inscenata da Ronconi negli anni sessanta che aveva ispirato a Stroheim il suo ultimo film, quel “Queen Kelly” in cui si vedeva una giovane Gloria Swanson perdere il suo indumento più intimo al passaggio dell’imperatore e trasformarsi in feticcio sessuale. Nel monologo la stessa cosa accade a una ragazzetta borghese davanti a dei militari in parata, facendo scattare i repressi istinti sessuali di un soldato che per l’impressione sviene, cade da cavallo e viene soccorso dalla ragazza che se lo sposa. Ma solo nella notte di nozze l’ometto s’accorgerà che era il contenitore scandaloso e non il contenuto fisico ad attrarlo e che la vita lo avrebbe condannato a rivestire le nudità della moglie……E’ il racconto tremendo di una disperazione quello che fa al pubblico il personaggio che finge d’essere scivolato per caso in un teatro per sfuggire all’ospedale dov’è rinchiuso da vena anni. E R.C. accarezzando le parole mentre si nasconde dietro i gesti, è strepitoso nel disegnare questa immagine di colpevole –innocente, tra il non dire e l’abbandono al grido, tra il vanto della sua vergogna e la vergogna del vanto per cui vive. E inesorabilmente condannato a far ridere mentre si approssima alla caduta definitiva, l’attore gioca con sottinteso per far coincidere il compiersi della sua tragedia col culmine delle risate, trasferendo maliziosamente al pubblico che applaude la doppiezza della propria situazione.

 

*KADDISH, PER IL BAMBINO NON NATO: (Il Gazzettino – Rosi Fasiolo)... Interprete, quasi medium delle parole dell’autore è il bravissimo R.C., attore versatile e di grande esperienza artistica che ha saputo dare, con estrema credibilità e naturalezza, corpo e voce ad un pensiero che infrange le regole del comune senso civile, per cercare  i propri “No!”, il proprio dissenso ai “ si dice”, di una società che non vuole pensare e a cui troppo spesso l’individuo si adegua… Calorosi applausi e grande successo per uno spettacolo impedibile.

(Messaggero Veneto – Alessandro Montello) ...in un monologo di novantacinque minuti, tenuti sulla scena con grande bravura dello stesso R.C., che, oltre la sua voce e alle sue capacità recitative, aveva a supporto solo qualche vago e sparuto gioco di luce...Un lutto intriso di tagliente sarcasmo, arrampicato su un’impervia costruzione verbale che sfrutta al meglio la possibilità della lingua, ma mai commiserativi, mai piagnone.

(Hystrio – Giulia Calligaro) ... R.C. attraversa il crescendo narrativo scolpendo a perfezione le parole, gesticolando una scissura tra il passato e il presente, tra levità e l’ineffabilità, silenzio, morte. Indugia nel dettagli per allontanare l’atrocità dei fatti, dona tenerezza e umanità all’inumano. Davvero lodevole.

(Internet reviews- A.Fornasier )…Ruggero Cara ha decisamente incantato con la sua interpretazione sicura e convincente, una coinvolgente riflessione che risplendeva come un mosaico intarsiato da attente e curate parole, incastonate con perizia artigianale ed attenzione sensibile che con grazia e facilità muta dal tragico al comico.

(Corriere della Sera- Magda Poli) …da Ruggero Cara che, nel suo essere e non recitare, nel suo vivere con malinconica lucidità questo scavo nell' anima, è il bravissimo interprete di questo lucido e struggente monologo.

(Repubblica-Franco Quadri.) Ruggero Cara vince il male con la sola forza della parola. Stupefacente interpretazione dell’attore al Parenti col testo di K. Avviene di rado che un testo stupefacente, per di più neppure scritto per il teatro, riesca a trasformarsi in uno spettacolo stupefacente grazie alla creatività fedele con cui le parole vengono trasformate in emozione diretta, senza pretendere di arricchirle con artifici scenici. E’ esattamente quello che riesce a ottenere R.C. interpretando e anche dirigendo, il Kaddish di I.K., un autobiografia sui generis, capolavoro miracolato dal premio Nobel…Sotto al titolo che riporta alla preghiera ebraica ai morti c’è una lunga presa di coscienza su quel che significa essere ebreo per chi, come l’autore è entrato ad Auschwitz quattordicenne e , riuscito a dispetto di ogni logica a sopravvivere e potuto rientrare nell’Ungheria socialista a lavorare come giornalista e traduttore per trovarsi di nuovo messo al bando della censura all’uscita del suo primo romanzo. Ma tutta la crisi di quel che può significare essere ebreo dopo quanto si è detto viene esplicato dal protagonista e nella fatti specie dal genio implacabile di R.C., in una conversazione ad alta voce con un se stesso invisibile davanti ad uno specchio immaginario, tra una collezione di suoi simili dissimili impietosamente descritti, condotto con uno humour maligno, come in un pezzo fuori tempo di un teatro dell’assurdo che non smette di mordere, anzi di addentare quell’altro se stesso in ascolto divertito in platea, plaudente davanti alla bravura del personaggio vittima. Lui infatti ci parla del bambino ebreo che si è rifiutato di far nascere, del concetto dell’ebraicità data come sigla del male, del rovesciarsi delle definizioni etiche in una realtà dove è il bene a restare inspiegabile, della moglie buona che l’ha lasciato solo. A colpire è proprio la comicità compiaciuta della sua esasperazione che resta attaccata come una seconda pelle alle pieghe delle labbra di R.C. in quel suo rotolare senza sosta verso una conclusione che già conosce incapace di concludere, per cui continuerà ad accentuare i lati sgradevoli della vicenda pronto subito dopo a capovolgerne l’interpretazione in un labirinto diretto a rovesciare beffardamente il senso del reale,