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RUGGERO CARA

Genere: Performing Arts - Teatro, Poesia & Cabaret

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Progetti

KADDISH PER IL BAMBINO NON NATO

KADDISH PER IL BAMBINO NON NATO
di Imre Kertesz
con
RUGGERO CARA

Regia: Ruggero Cara e Vincenzo Todesco
Luci: Maurizio Viani
Scene e Costumi: Rosanna Monti
Assistente alla regia: Elisabeth Boeke.
Traduzione dall' ungherese: Mariarosaria Sciglitano
Consulenza drammaturgia: Vincenzo Todesco

E' per il bambino che non ha voluto far nascere che Imre Kertesz pronuncia qui il Kaddish - la preghiera per i morti della religione ebraica. Di una densità e veemenza non comuni, questo monologo interiore è il racconto di un'esistenza confiscata dal ricordo della tragedia concentrazionaria.
Proferita dal fondo della più estrema sofferenza e sul filo di un terribile e ubriacante umorismo, la magnifica orazione funebre afferma l'impossibilità di assumere il dono della vita in un mondo definitivamente traumatizzato dall'Olocausto. Ciò che piange il narratore, non è solo " il bambino non nato": è l'umanità tutta intera.

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RELAZIONE ALL'ACCADEMIA

RELAZIONE ALL'ACCADEMIA
di Franz Kafka
con RUGGERO CARA

Regia: Ruggero Cara
Traduzione dal tedesco: Elisabeth Boeke

La Relazione all'Accademia, è una parabola umoristica sullo scontro tra le ragioni della Civiltà e le ragioni della Natura.

Un conflitto che accompagna l'uomo fin dalla preistoria della sua evoluzione e che probabilmente lo accompagnerà fino all'estinzione della specie. L'incivilimento appare alla ex scimmia di Kafka un percorso obbligato, l'unica via d'uscita, in mancanza di soluzioni migliori.
La Libertà, intesa come esclusivo patrimonio dell'inconsapevolezza animale le appare come un bene irrimediabilmente perduto, fonte, tra l'altro, di ingannevoli utopie tra gli uomini, inutile da perseguire. Praticare la via d'uscita, significa perciò avventurarsi consapevolmente in una dimensione di rinuncia a confusi valori assoluti, come la Libertà, in cambio di una serie di modesti ma concreti valori materiali.

Ne vale la pena? L'ex scimmia non desidera fornire giudizi in merito, tantomeno desidera d'essere giudicata per le sue scelte, dice di volere solo diffondere delle cognizioni: "Io riferisco soltanto".

Una ghiotta occasione per entrare nel mondo di Kafka tramite uno dei suoi gioielli di umorismo e leggerezza. Dove l'umorismo è dato dalla magica fusione del tragico e del comico e la leggerezza è la straordinaria sintesi tra profondità e superficie.
Diceva Nietzsche che l'uomo, ossia l'animale più infelice e malinconico, è in tutta evidenza anche l'animale più allegro. Soffre così profondamente che ha dovuto inventare il riso.

 

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Dopo aver studiato presso la Scuola d'arte drammatica Paolo Grassi del Piccolo Teatro di Milano, nel 1971 fonda assieme ad altri il Teatro del Sole, dove è attivo per 5 anni. Successivamente, opera con la Cooperativa Maiakovskij (Mistero buffo). In teatro lavora tra gli altri con Walter Chiari ed Angela Finocchiaro.
Nel 1988 debutta in televisione nella miniserie televisiva Colletti bianchi, mentre l'esordio nel cinema è del 1995 con Favola contaminata di Claudio Pappalardo. Negli anni 2000 si accosta alla regia teatrale dirigendo Shel Shapiro nello spettacolo Sarà una bella società e Marco Travaglio.
Nel 2010 lavora con Moni Ovadia ne Il mercante di Venezia, interpretando Shylock. Nel 2011 collabora con il giudice Gherardo Colombo nello spettacolo Processo a Cavour, scritto da Corrado Augias e Giorgio Ruffolo, in cui interpreta il protagonista, Camillo Benso conte di Cavour. Seguono altri film tra cui Il nostro matrimonio è in crisi e nel 2009 recita nel film TV Non smettere di sognare, nella parte di Luigi, patrigno di Alessandra Mastronardi. Nel 2012 recita in To Rome with Love.
Nel 2013 ha vinto il Premio Agis 2013 per il ruolo di Winston Churchill nello spettacolo teatrale Il discorso del Re; sempre nello stesso anno ha diretto Angela Finocchiaro nella commedia Open Day, scritta da Walter Fontana.
Nel 2015 firma la regia dello spettacolo di Giuseppe Cederna "L'Ultima estate dell'Europa".